Nozioni base hennè – Alcune domande e risposte

Nozioni base hennè – Alcune domande e risposte

Domande e Risposte ai quesiti più comuni di chi si approccia per la prima volta al magico mondo dell’hennè Di seguito, vi riporto alcune inform

Ibisco – Lal Ambari – Karkadé
Hennè tono Caldo
KATIRAMA ©
KATIRAMA NO ROUGE ©
Cultura hennè nel mondo

Nozioni base hennè

Domande e Risposte ai quesiti più comuni di chi si approccia per la prima volta al magico mondo dell’hennè

Di seguito, vi riporto alcune informazioni basilari sull’hennè e sulle erbe tintorie, chiaramente questo articolo potrà essere aggiornato in base alle vostre eventuali domande e/o ai vostri suggerimenti, il mondo dell’hennè e delle erbe è molto ampio e c’è sempre da imparare.

✨Che cos’è l’hennè?
Per hennè in senso stretto si intende SOLO la polvere ottenuta dalla frantumazione delle foglie della pianta di Lawsonia Inermis, in grado di rilasciare sui capelli esclusivamente il color rosso, più o meno evidente a seconda della percentuale di pigmento contenuto (lawsone), del colore di base dei nostri capelli ed ovviamente della stratificazione raggiunta.
In senso lato, con il termine “hennè” si intende anche il Sidr (o ziziphus), la Cassia obovata od italica (il cosiddetto hennè neutro) e l’Indigofera tinctoria o semplicemente Indigo (il cosiddetto hennè nero), ma si tratta di una terminologia errata, seppur diffusa almeno in Italia.
Nei paesi d’origine per hennè naturale si intende appunto la lawsonia, quindi state attente quando vi recate nei negozi etnici a non sbagliare chiedendolo al posto della Cassia (che tra l’altro loro non utilizzano nè conoscono).
Vi sono poi altre erbe tintorie che possono essere utilizzate per ottenere riflessi più particolari in aggiunta all’hennè (ad es. red kamala o campeggio) ma anche in questo caso non si tratta di hennè.
Infine, il termine hennè viene utilizzato anche per indicare le miscele pronte di lawsonia ed altre erbe tintorie (le più famose in Italia sono quelle di Khadì, Phitofilos, Radico e Hennetica de La Saponaria ) ma anche questa è un’inesattezza, perché in realtà si tratta appunto di miscele di hennè ed altre erbe, impiegate per ottenere colori più o meno diversi dal rosso (dal biondo al castano fino al nero, per intenderci) e che contengono percentuali di lawsonia più o meno elevate a seconda del colore desiderato, tuttavia è possibile verificarne la nuance consultando le “tabelle colore” proposte dalle diverse aziende produttrici.

Prestate molta attenzione nella scelta dell’hennè perché ne esistono in commercio contenenti picramato ed altre sostanze come vedrete più avanti.

✨A titolo informativo: nel CC (Cronoprogramma capillare) SOLO la Lawsonia, la Cassia ed il Sidr sono considerate R (Ristrutturanti), così come qualsiasi impacco che le contenga è da considerarsi R (sheradaze inclusa), mentre le altre erbette tintorie (e non tintorie) sono da considerarsi I (Idratanti).
(per chi non conosce il Cronogramma Capillare leggere il seguente Articolo: Cronogramma Capillare)

✨Si può essere allergici all’hennè o alle erbe tintorie?
Certo che sì! Come con tutti i prodotti naturali (ancora di più di quelli di sintesi), è possibile essere allergici alla lawsonia, all’indigo, alla cassia, ect.
Per la vostra tranquillità, se non avete mai provato l’hennè o un’altra qualsiasi erbetta e desiderate farlo, vi suggerisco di effettuare un semplice test cutaneo (patch test) per verificare eventuali reazioni, scopri come si fa qui
👉🏼 link: Test Casalingo per le reazioni allergiche
Vien da sé che esistono diversi gradi di allergia e che spesso i sintomi (prurito, desquamazione cuoio capelluto, ect) tendono ad aggravarsi per effetto della sopraesposizione (ossia di più hennate più o meno ravvicinate nel tempo), quindi se il test fatto in casa avesse dato esito positivo PRIMA di fare l’hennè consultate assolutamente il medico, che probabilmente vi sottoporrà a visita specialistica allergologica ed ai test allergici specifici (molto più affidabili di quello fai da te di cui sopra).
Ovviamente, si può essere invece allergici ANCHE e soprattutto al picramato contenuto in alcuni hennè (il picramato infatti è una sostanza altamente allergizzante): in questo caso la soluzione è chiara e lineare, scegliete sempre hennè senza picramato (e nel dubbio privilegiate marche certificate, tipo Khadi, Erbe di Janas, Phitofilos, Tea Natura, Radico, La Saponaria ect).

✨Soffro di favismo, posso fare l’hennè?
Assolutamente NO! E neppure indigo!
Qui non si tratta di semplice allergia, più o meno grave, ma come si suol dire di vita o di morte, mi raccomando chiedete allo specialista che vi ha in cura cosa potete utilizzare in alternativa.
Per chi non lo sapesse, il favismo è un difetto congenito di un enzima normalmente presente nei globuli rossi, la cui carenza provoca un’improvvisa distruzione dei globuli rossi (emolisi) e quindi la comparsa di anemia emolitica con ittero quando il soggetto che ne è carente entra a contatto con alcune sostanze ed alimenti (fave, piselli, verbena Hybrida, varie droghe vegetali od alcuni farmaci) che agiscono da “fattori scatenanti”. Nei casi gravi, circa la metà dei globuli rossi viene distrutta; la cute e le mucose diventano intensamente pallide, oltre che itteriche, le urine ipercolorate, e compaiono i segni di un collasso cardiocircolatorio.
Tra gli elementi vari, oltre ai medicinali, che dovrebbero essere evitati, come giustamente riportato dall’Associazione Italiana Favismo rientra l’Indigofera tinctoria (cosiddetto hennè nero) e la Lawsonia inermis (hennè), ed altri coloranti affini, usati in Italia sia per i tatuaggi temporanei (attenzione a quelli NERI proposti in spiaggia, sono pericolosi per TUTTI, perché facilmente contengono PPD), sia per tingere i capelli: cit. Ann Trop Pediatr 16: 287, 1996 Int J Clin Pract 58: 530, 2004: hanno mostrato che in persone con enzimopenia G6PD (favismo), la Henna, anche per uso esterno, può causare attacchi emolitici, o comunque emolisi eccessiva. Esperimenti in vitro fanno pensare che la sostanza responsabile dell’emolisi sia il 2-idrossi-1,4-naphthochinone (o lawsone: vedi Pediatrcis 97:707,1996).
Tranquille, però, che trattandosi di una malattia genetica, nonchè ereditaria (anche se più pericolosa nei soggetti maschi), avrete avuto modo di scoprire ahimè di essere portatori di questa patologia, molto diffusa nel bacino mediterraneo, ben prima di sottoporvi all’hennè.

✨Sono in dolce attesa/allattamento, posso fare hennè?
Non ci sono attualmente studi scientifici che ne indicano la pericolosità in gravidanza e/o allattamento, pare che si possa utilizzare purchè NON contenga picramato ma per la vostra salute e soprattutto per quella del bimbo/a chiedete SEMPRE il parere del medico prima di utilizzare qualsiasi sostanza seppur di origine naturale/vegetale.
Nota.: Il picramato o sodium picramato (nome chimico 2- Hydroxyethylpicramic acid), oltre ad essere fortemente allergizzante (il che di per sé può essere un problema), è TERATOGENO, ossia può causare malformazioni al feto durante lo sviluppo e può passare al bambino attraverso il latte materno, MAI ripeto MAI scherzare su cose del genere!!
Vi suggerisco anche di evitare gli hennè etnici in commercio o le marche provenienti dai paesi di origine, in quanto non regolamentate dalle strette normative europee e di privilegiare dunque le marche certificate.

✨L’Hennè è diverso dalla tinta chimica?
Certo che si! La differenza tra la tinta chimica e l’hennè (o le altre erbe tintorie) è la stessa che passa tra il giorno e la notte! La tinta chimica va infatti ad intaccare la struttura del capello, depigmentandolo per poi modificarne il colore con pigmenti di sintesi ed in modo aggressivo (il tutto “anche se la tinta viene definita come delicata, con estratti, senza questo o senza quello” cit. Phitofilos), mentre la colorazione naturale si basa sull’utilizzo di polveri di piante che rilasciano un pigmento naturale che si appoggia tra le squame del capello legandosi, nel caso della lawsonia, alla cheratina del capello. Capite bene che, in termini di benessere, queste erbe (ayurvediche e non) apportano molti benefici e protezione alla chioma, cosa che la tinta assolutamente non fa, anzi!

✨E’ possibile ottenere con l’hennè lo stesso colore della tinta?
No! L’hennè reagisce a molti fattori imprevedibili, tra i quali la porosità del capello, il colore di partenza, la preparazione dell’impacco, i tempi di posa, ect… e regala una colorazione naturale al capello, del tutto personalizzata (come mi piace sempre dire, ogni chioma è diversa e reagisce in modo diverso, di conseguenza il medesimo impacco su di me avrà un risultato e su di voi un altro).
E soprattutto regala riflessi che a seconda della luce, naturale, artificiale, luce diretta del sole, luce indiretta, ombra, cambiano decisamente, cosa impossibile con la tinta chimica (io la chiamo “La magia dell’hennè”).

✨Che colore posso ottenere con l’hennè?
Usando l’hennè unitamente ad altre erbe tintorie è possibile ottenere un tono su tono oppure una nuance più scura rispetto al vostro colore naturale di base, NON SCHIARISCE!
Ovviamente, per raggiungere tonalità molto più scure di quelle di partenza è necessario portare pazienza e stratificare hennata dopo hennata. Ecco perché il famoso tono freddo (ciliegia/mogano) non è facile da raggiungere e lo è di più se si parte da una base già di per sé scuretta (almeno un castano medio), ma non è impossibile per le chiare, con molta ma molta pazienza.
Mentre un tono ramato stile Irish non sarà mai raggiungibile partendo da una base scura, se non decolorando (e non lo consiglio perché la decolorazione rovina il capello irrimediabilmente).
Così come è vero che su capelli molto scuri (castano scuro o nero) probabilmente si otterranno solo dei riflessi rossi visibili al sole. Ma anche qui non è impossibile.
Ed ovviamente sui capelli bianchi verrà rosso più o meno chiaro a seconda del tipo di hennè utilizzato (per questo motivo, se sono tanti, si consiglia il doppio passaggio di cui vi parlerò più avanti).
👉🏼link

✨E’ possibile schiarire con l’hennè?
No, mi spiace, né l’hennè nè le erbe hanno il potere di schiarire! Al massimo, se siete molto chiare ed usate cassia ossidata con infuso di camomilla potete ottenere riflessi chiari (il limone non lo consiglio perché alla lunga tende a scurire, meglio l’aceto di mele). Ma passare da castano a biondo o da nero a rosso irlandese con l’hennè è impossibile!
Anzi, è vero il contrario: a lungo andare le erbette scuriscono, ad eccezione del Sidr (ed è per questo che lo suggerisco al posto della cassia se siete chiare), il methi, l’althea, il Kachur Sugandhi è La Rosa Damascena

Per approfondire:
👉🏼 link: Sidr
👉🏼 link: Fieno greco (Methi)
👉🏼 link: Althea
👉🏼 link: Kachur Sugandi
👉🏼 link: Rosa Damascena

✨E’ possibile fare l’hennè su capelli tinti chimicamente?
Certo che sì, purchè l’hennè non contenga picramato, quindi nel dubbio scegliete sempre hennè certificati.
In ogni caso, a titolo precauzionale vi riporto quanto indicato nel sito di Phitofilos sull’argomento: “In linea di principio non è mai consigliabile applicare l’henné e in generale le polveri d’erbe naturali su un capello trattato con colorazioni chimiche, a meno che non sia trascorso un opportuno periodo di tempo. L’ideale sarebbe aspettare almeno 3/4 settimane. Tuttavia, nel caso in cui vi siano particolari esigenze si possono abbreviare i tempi, intensificando la frequenza dei lavaggi, in modo da far scaricare il colore il più possibile. L’importante è rispettare almeno 15-20 giorni di riposo prima di procedere all’applicazione, altrimenti si potrebbe incorrere in reazioni di colore diverse da quelle previste o anche in una mancata riflessatura”.
Pertanto si consiglia prima di procedere con hennè puro, di utilizzare cassia o sidr almeno una volta dopo aver fatto la tinta chimica, così da rinforzare il capello e di predisporlo alla lawsonia o in alternativa, se si intende procedere subito, di fare una prova su una ciocca nascosta o sui capelli raccolti per qualche giorno dalla spazzola.
Probabilmente, alla prima applicazione non raggiungerete il colore desiderato, portate pazienza perché – come precisa sempre Phitofilos: “un utilizzo costante ti regalerà risposte sia in termini di copertura che di riflessi di luce di volta in volta maggiori con l’uso. Il capello ha memoria e diventa sempre più recettivo, trattamento dopo trattamento. Queste miscele creano un film protettivo sulla cuticola del capello che riflessa e nutre la chioma, lasciandola lucente e più forte. Le prime volte soprattutto ci vuole un po’ di pazienza, è natura e vuole i suoi tempi, ma regala davvero grandi soddisfazioni. La tenacia premia sempre”.
Attenzione, però, alle miscele contenenti indigo (spesso lo trovate nei biondi freddi e nel mogano ed ovviamente lo trovate nei castani, quindi controllate sempre l’INCI) perché sul biondo, sia tinto che naturale, sono assolutamente da sconsigliare (verde assicurato).

✨E’ possibile fare la tinta chimica/decolorazione dopo l’hennè?
Sì, in linea teorica, purchè l’hennè utilizzato non contenga picramato (vale quindi sempre il consiglio di privilegiare le marche certificate).
È pur vero che, di fronte ad un capello hennato da anni e quindi molto stratificato, probabilmente:
* la tinta chimica faticherà a prendere il colore, perché l’hennè si lega al capello e non scarica come una normale tinta (in sostanza il rosso facilmente continuerà a comparire);
* la deco (ammesso che si riesca a rimuovere anni di stratificazione) darà l’ aranciato/rame, per una semplice questione cromatica: rosso + giallo = arancio.
Attenzione, non fate MAI ma MAI deco se avete usato indigo, il verde è garantito! (blu + giallo = verde).
Va da sé, che sia la tinta che la deco fanno perdere tutti i benefici dell’hennè, quindi sinceramente non ve lo consiglio.

✨Ma allora, i famosi capelli verdi?
Un po’ si tratta di una leggenda metropolitana, un po’ si tratta di verità, ma ci si deve impegnare davvero molto per arrivarci!
In pratica, l’effetto verde può comparire (cit. Phitofilos):
1. in caso di hennè effettuato su capello appena tinto, ecco perché si consiglia di attendere un mese (in modo che la tinta scarichi), sia per non ottenere nuance anomale che per non andare incontro a colorazioni parziali (l’hennè su capello tinto potrebbe prendere a zone e non colorare in modo uniforme la capigliatura). Il problema si presenta soprattutto in caso di miscele contenenti indigo o di hennè addizionato con picramato. In caso di dubbio, si consiglia di provare su una ciocca nascosta o, come dicevo prima, sui capelli raccolti dalla spazzola per qualche giorno.
2. in caso di decolorazione su capello trattato con indigo, o viceversa, questo per un semplice fattore cromatico, giallo + blu (dell’indigo) = verde…quindi NON fatelo mai.
Nella malaugurata ipotesi di aver ottenuto il verde, l’unica cosa da fare è coprire immediatamente il tutto con lawsonia, perché il rosso copre il verde (sempre per ragioni cromatiche).

✨L’hennè scarica come una tinta chimica?
No, non c’è speranza! La lawsonia si lega al capello già dalla prima volta e tutte le procedure conosciute ed utilizzate possono fungere un po’ da palliativo, dai bagni d’olio alla ricette schiarenti, l’unica è tagliare i capelli hennati, ma sarebbe un vero peccato farlo. Quindi prima di procedere, pensate bene a quello che desiderate.
Ovviamente, ciò non vuol dire che l’hennè non scolorisca nel tempo, lo fa generalmente nel giro di un mese, a chi più a chi meno (dipende sempre da tanti fattori, stratificazione, tempo di posa, porosità capello, ect), in sostanza sbiadisce ma il rosso permane comunque.
Tra parentesi, quando si dice in gergo che l’hennè scarica si intende soprattutto altro: ci si riferisce al fatto che durante il lavaggio l’acqua scende color arancio (più o meno evidente) ed in alcuni casi meno fortunati, ma non rari, anche senza lo shampoo (la letteratura è piena di testimonianze di ragazze che gocciolano arancio in riva al mare o a bordo piscina, e di teli mare da buttare). Normalmente ciò succede quando si utilizza hennè con picramato (che non consiglio) o quando si utilizza hennè miscelati con altre erbe ayurvediche.
Discorso diverso per le altre erbe tintorie, che non si legano al capello, che scaricano molto di più della lawsonia pura, indigo e katam in primis.

✨L’hennè liscia il capello?
No, assolutamente! Un effetto lisciante si noterà solo su capelli leggermente mossi, che probabilmente stratificazione per stratificazione tenderanno per effetto del peso a risultare più lisci. Ma su capelli ricci, l’hennè accentua il boccolo decisamente e sui capelli afro l’hennè riduce il crespo.

✨Posso fare la permanente su capelli hennati?
Sì, ma probabilmente prenderà poco per via della stratificazione, senza contare che non fa per niente bene al capello (la permanente), quindi il mio consiglio è di evitare preferendo altre tecniche per raggiungere il mosso o il riccio (tipo le trecce o i famosi bigodini flessibili).

👉🏼 Video tutorial Ricci senza calore (metodo della fascia)
👉🏼 Video tutorial Ricci senza calore (metodo delle treccie)

✨L’hennè fa crescere i capelli?
Non è del tutto corretto dire che l’hennè può far ricrescere i capelli. Le erbe tintorie (e non tintorie) fanno benissimo al capello, lo rinforzano, lo lucidano, regolarizzano il sebo e così via, ma non fanno miracoli, soprattutto non fanno ricrescere capelli ormai assenti. “L’henné ha anche, per dire, effetti lenitivi sulla maggior parte delle cuti, questo sì. Il discorso “erbe curative” è assolutamente vero ed è visibile agli occhi di tutti da secoli, le analisi di laboratorio oggi lo confermano, ma non si può assolutamente proporre la speranza che le polveri di piante facciano crescere e meno che mai ri-crescere i capelli!” precisa giustamente Phitofilos sul loro sito e proseguono “Nessuna prova scientifica vi è a supporto del fatto che le erbe facciano ricrescere i capelli, stimolare bulbi morti o crearne di nuovi attivi; in nessun testo ufficiale si è mai trovata questa affermazione e mettere in giro queste voci non fa altro che minare la serietà del settore, e cioè di chi lavora per portare informazione vera, corretta e trasparente. La disinformazione, il creare false aspettative o miti per meri fini commerciali, non porta a niente di buono”.
Ciò non toglie che l’hennè, con l’ausilio di altre accortezze, tipo un’alimentazione sana ed equilibrata, una hair-care corretta, il controllo dello stress che incide pesantemente sulla nostra salute, capelli compresi, possa aiutare in caso di stress sul cuoio capelluto che causa una maggior caduta dei capelli, che rimane comunque ahimè legata a fattori genetici, alimentari, di stress (e qui subentra anche la cosmetica), o infine patologici (cit sempre Phitofilos). In parole povere l’hennè sicuramente aiuta, ma non fa il miracolo!

✨L’hennè secca i capelli?
Sì, può seccarli, soprattutto se sono già secchi di loro, mentre ovviamente è una mano santa per i capelli tendenzialmente grassi, perché regolarizza la produzione del sebo in modo del tutto naturale.
Ma niente paura, per evitare l’effetto secchezza sui capelli è sufficiente aggiungere ingredienti idratanti all’impacco ed usare un buon balsamo dopo il risciacquo lasciandolo agire un paio di minuti (tranquille il colore non sparirà per magia).

✨L’hennè copre i capelli bianchi?
Si! In alcuni casi si arriva anche a coprire percentuali di bianchi del 50-60%, ovviamente con pazienza e probabilmente per effetto di più pose ravvicinate o sfruttando la tecnica del doppio passaggio (che vi spiegherò dopo).
Certo poi, come sempre, dipende dal capello, su alcune ragazze li copre facilmente, su altre con una certa dose di pazienza.

✨Quando è necessario fare il doppio passaggio?
Si consiglia di utilizzarlo in presenza di un’elevata percentuale di bianchi, quando il desiderio è di raggiungere colorazioni diverse dal rosso (dei bianchi ovviamente). La tecnica consiste nell’effettuare prima una posa di pura lawsonia (che è l’unica a colorare i bianchi, ovviamente di rosso, facilmente sul tono del rame, ma non è detto) e dopo aver sciacquato procedere (anche subito o il giorno dopo, decidete voi come vi è più comodo) con una seconda hennata con la colorazione desiderata, comprese le famose miscele in commercio di hennè che promettono colori diversi dal rosso, dal castano al nero e che contengono anche altre erbette tintorie diverse dalla lawsonia o con indigo o katam (che si consiglia comunque sempre di mescolare ad una percentuale di lawsonia, anche bassa ma comunque non meno del 30%).
Questa tecnica è consigliata anche per coprire la ricrescita quando il colore ottenuto con l’hennè è molto più scuro di quello naturale.

✨Cosa è la stratificazione?
Per stratificazione si intende il processo che avviene hennata dopo hennata, come dicevo prima, l’hennè si lega alla cheratina del capello, di conseguenza la base sedimentata di pigmento è sempre più fitta, le coperture sono sempre maggiori (mediamente) e facili da ottenere. Chiaramente, il tutto si velocizza quanto più frequentemente eseguite il trattamento con l’hennè!
In sostanza, il tono del colore stratificato tende sempre più a scurirsi ma tanto per cambiare la cosa è del tutto soggettiva, quello che vale per uno non vale per l’altro, come sempre quando si parla di prodotti naturali e non di tinte chimiche.
Da un punto di vista chimico (dal sito di Phitofilos): “il lawsone si lega alla cheratina, la proteina dei capelli, delle unghie e della pelle, colorando queste strutture, attraverso la formazione di legami di tipo elettrostatico. La molecola del lawsone, reagisce anche con i gruppi solforati e con i gruppi amminici presenti nella cheratina”.
Ma niente paura! In realtà, il problema stratificazione si pone solo in caso di capelli trattati con hennè tono caldo per raggiungere una colorazione rame od irlandese, per intenderci. Allora sì che hennare troppo spesso potrebbe portare ad esiti non desiderati. In questo caso, si consiglia di ravvivare il colore con la sheradaze (o henna gloss, di cui trovate il post qui 👉🏼link……) e di applicare l’hennè puro solo sulla ricrescita. Ed in caso di hennata su tutte le lunghezze, di spezzare la lawsonia con erbe non coloranti, il sidr in primis o la cassia.
Ma per chi, desidera il tono freddo (ciliegia/mogano) è una benedizione, soprattutto a partire da una base non proprio scura.
Nessun problema stratificazione neppure per chi desidera il tono castano o addirittura il nero, anzi meglio, più si stratifica è maggiore è la possibilità di ottenere il famoso nero blu o i riflessi viola che in tante amano.

 

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