SIDR (Sedr, Ziziphus, Zizyphus, nabq)

SIDR (Sedr, Ziziphus, Zizyphus, nabq)

  Il Sidr è un rimedio naturale che affonda le sue radici nelle antiche tradizioni mediterranee. La polvere più comunemente utilizzata per i n

Equiseto (Equisetum arvense)
Kachur Sugandhi
Cassia – Obovata – Italica – Senna
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Proprietà delle erbe lavanti

 

Il Sidr è un rimedio naturale che affonda le sue radici nelle antiche tradizioni mediterranee. La polvere più comunemente utilizzata per i nostri scopi estetici, deriva dal prodotto Ziziphus spina-christi, la giuggiola di Cristo, un albero sempreverde a foglie caduche appartenente alla famiglia delle Rhamnaceae; originario dell’Africa settentrionale e tropicale e dell’Asia meridionale e occidentale, per il suo sviluppo predilige dunque le zone tropicali semi-aride e aride.

Sidr è il nome più comune utilizzato per indicare le diverse varietà di giuggiolo, infatti, nell’area occidentale del Mediterraneo esso indica lo Ziziphus lotus, in Palestina invece indica lo Ziziphus spina christi (la specie più comune dalla quale viene estratta la polvere per uso cosmetico, ottenuta dalla polverizzazione delle foglie) e in Asia lo Ziziphus jujuba (più comune per sfruttare le proprietà del frutto, appunto il giuggiolo, per un uso alimentare); ad ogni modo lo zizyphus spina christi tree è una delle quaranta specie di zizyphus, noto anche come nabq e sidr (o sedr), aventi comunque le medesime proprietà.

STORIA
Lo Ziziphus spina-christi ha un significato importante per ebrei, cristiani e musulmani ed è, secondo alcune credenze popolari, l’albero da cui è stata creata la corona di spine di Gesù.
I frutti maturi sono commestibili ed i fiori sono una considerevole fonte di miele soprattutto in Eritrea e Yemen. La polvere di Sedr è stata anche usata per centinaia di anni per “pulire” e “condizionare” la chioma, apportare spessore al fusto e proteggere i capelli dagli agenti esterni. Alcuni studi ne confermano anche la promozione della crescita capillare con l’uso frequente di questa erba ayurvedica.

Le evidenze chiare degli usi medicinali e il valore economico “dell’albero nella Terra di Israele” durante il periodo medievale, si trovano nei documenti del Monte del Tempio, sono state riportate infatti le caratteristiche del sedr in un elenco di sostanze medicinali vendute dagli “atarin” (venditori di medicinali) nei mercati di Gerusalemme durante il periodo mamelucco. Altri usi tradizionali nel Mediterraneo pare siano stai: come antidolorifico per calmare l’infiammazione e persino per curare le affezioni epatiche.
Conosciuto come sedr in Medio Oriente dunque venne menzionato direttamente nelle narrazioni autentiche come se fosse stato usato dal profeta Maometto.
Inoltre, l’albero da cui proviene la polvere di Sidr, viene citato più volte nel Corano come “albero sacro”. Questa erba ayurvedica infatti fu utilizzata nella medicina tradizionale della regione e dai seguaci di tutte le religioni per migliaia di anni.

L’estratto di Sedr è stato utilizzato sia nella medicina tradizionale che dalle comunità contemporanee per la cura dei capelli in modo naturale, per rinforzare i follicoli dai capelli alla radice, apportare lucentezza, migliorare lo spessore del fusto e proteggere i capelli dagli agenti esterni alla quale sono esposti quotidianamente.

CARATTERISTICHE E PROPRIETÀ
Ricco di saponine, il Sidr, come Shikakai e Reetha, permette di lavare i capelli naturalmente (utilizzandolo in completa sostituzione al comune shampoo) ma a differenza di queste due polveri, non agevola lo scarico delle erbe tintorie (in particolare indigo e katam) grazie al suo alto contenuto di potassio infatti ne fissa il colore ma attenzione, questo accade utilizzandolo come impacco a se e non in aggiunta alla miscela tintoria, se non si amano i toni caldi. Avendo un ph molto acido infatti tende ad enfatizzare lawsonia e a diminuire il potere tintorio di katam e idigo che al contrario prediligono un ambiente basico per dare il meglio di se.

Ricca di mucillagini e astringente, questa polvere è utilizzata anche per lenire le malattie del cuoio capelluto e per la lotta contro la forfora ed il prurito al cuoio capelluto.

Inoltre da alcuni studi effettuati sulla pianta si evince che le foglie di Sidr siano ricoperte da una “cera vegetale” necessaria per proteggersi dal clima arido/desertico e per impedire alla stessa di perdere umidità; pare che questa “cera vegetale” abbia una somiglianza molecolare con il lattice dunque le persone allergiche a questa sostanza potrebbero esserne sensibilizzate. Si consiglia dunque, se si è allergici al lattice, di eseguire un patch test prima di utilizzare la polvere. (Ad ogni modo un test casalingo va effettuato prima di utilizzare qualsiasi erba, hennè oppure oli ect.
👉🏼 link test casalingo)

Inoltre, il Sidr ha delle caratteristiche molto simili all’hennè (lawsonia inermis) proprio per questo motivo si attribuisce impropriamente il nome di “hennè neutro” e per lo stesso motivo viene considerata nel nostro Cronoprogramma Capillare: RISTRUTTURANTE (R).
A differenza dell’hennè però, il Sidr non ha alcun potere tintorio!!

PRINCIPI ATTIVI PRINCIPALI:
Pectina, Mucillagini, Tannini, Zizifusina (alcaloide bisbenziliso-chinolinici), Acido ascorbico, Flavonoidi (suvertisina), Saponosidi a genina triterpenica tetraciclica

COME UTILIZZARE LA POLVERE DI SIDR:
– Come lavaggio no poo (ossia in alternativa allo shampoo) utilizzato da solo o in combo con altre erbe lavanti e condizionanti
👉🏼 link erbe lavanti

– Come impacco Ristrutturante (R) preparando la polvere semplicemente con acqua calda (non bollente) ed eventualmente con idrolato. Applicare su capelli umidi appena lavati e ben tamponati, dalla radice alle punte e coprire con pellicola trasparente o cuffietta da doccia (indossare anche un cappello lana in inverno), lasciare agire minimo 1 ora, quindi risciacquare e applicare balsamo (lasciandolo agire un paio di minuti) e/o fare risciacquo acido. Anche in questo caso è possibile preparare l’ impacco in combo con altre erbe ayurvediche per sfruttarne al meglio le caratteristiche.
Questa soluzione è assolutamente consigliata, al posto della Cassia, per capelli chiari in quanto il sidr, come detto precedentemente non altera in alcun modo il colore del capello, mentre la Cassia a lungo andare può scurire e scaldare il tono, essendo caratterizzata da un leggero pigmento “dorato”.

– Assieme all’henné, nella miscela tintoria o per una sheradaze: aggiungere semplicemente polvere di sidr all’henné e procedere come da abitudine, dosi a piacere, a seconda della tonalità prescelta. Ovviamente, non avendo alcun potere tintorio più se ne aggiunge più si ridurrà il potere tintorio dell’henné, quindi regolatevi a seconda di cosa desiderate.

CURIOSITÀ:
– viene utilizzato nella medicina ayurvedica per calmare Pitta e Kapha (due Dosha).
– Pare che I romani lo importarono per primi in Italia, e la chiamarono ziziphum (dal greco ζίζυφον, zízyphon).
– Può essere utilizzato anche su capelli asciutti.

GOSSIP:
Tra le varie ricerche fatte in siti nazionali e internazionali sono imbattuta in un “gossip” che voglio condividere con voi.

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, la cultura popolare occidentale era affascinata dall’antico Egitto “esotico” e dalla Persia; immagini appassionate di faraoni, regine antiche, lussi persiani e harem ottomano. L’entusiasmo per l’henné “esotico” faceva parte della cultura materiale importata nella fascinazione europea per le culture delle loro colonie; in questo contesto, la Egyptian Products Co. di Newark, nel New Jersey, commercializzava lo Shampoo all’hennè egiziano R-Brand nel 1929. Come meglio posso determinare dalla polvere rimasta nel pacchetto, lo shampoo era in gran parte in polvere zizyphus spina christifoglie con una piccola quantità di henné. Le istruzioni erano di mescolare la polvere di foglie con acqua calda, lavorare in una pasta e lavare i capelli con la pasta.

Dubarry et Cie ha commercializzato lo zizyphus Spina Christi lascia una polvere di shampoo importata persiana alla moda all’inizio del XX secolo. “The Wonderful New Shampoo Henna Glinta” era, naturalmente, NON henné. Era zizyphus spina christi. Come una polvere di pianta verde, “Dubarry et Cie” pensava che gli occidentali non sapessero la differenza, in particolare perché l’indaco e la cassia venivano anche commercializzati come “henné”; gli occidentali erano innamorati dell’odiosa “nuova” henné all’inizio del XX secolo, quindi sembrava una buona strategia di marketing.

Le affermazioni pubblicitarie erano abbastanza accurate e coerenti con i risultati tipici delle foglie di Zizyphus Spina Christi; l’unica inesattezza è l’affermazione che la polvere fosse foglie di henné genuine.

“Zizyphus Spina Christi non tinge e non colora i capelli, ma mette in risalto i riflessi naturali”, come pubblicizzato.

“Lo shampoo Zizyphus Spina Christi ha restituito” lucentezza, vita, lucentezza e bellezza naturale “ai capelli proprio come ha sempre fatto.

” Zizyphus Spina Christi non asciuga i capelli, e lo rende facile da modellare. ”

FONTI:
– Il gossip è stato tratto e tradotto dal sito henna for hair

 

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