PEONIA (peonia officinalis)

PEONIA (peonia officinalis)

Premessa: Con il termine generico Pæonia (Peonia L., 1753) s’intende qualsiasi pianta che appartiene alla famiglia delle Peoniacee (Paeoniaceae) e co

Cocco (Cocos Nucifera)
Bhringraj o Maka – il Re dei capelli
Aloe Vera (Aloe barbadensis Miller)
Brahmi (Bacopa Monnieri – Isopo d’acqua)
FIENO GRECO (Methi)

Premessa:
Con il termine generico Pæonia (Peonia L., 1753) s’intende qualsiasi pianta che appartiene alla famiglia delle Peoniacee (Paeoniaceae) e comprende specie erbacee e perenni anche con radici tuberose la cui altezza arriva fino a 1 metro, e arbusti a foglie caduche la cui altezza raggiunge i 2 metri. Le peonie contano diverse specie e ibridi che hanno fiori variamente colorati (nei toni di bianco, rosa e rosso, con tutte le sfumature possibili), semplici, semidoppi, doppi da 3 a 5 per stelo, profumati. Le foglie sono alterne, ternate o biternate, con foglioline ovali-lanceolate spesso saldate alla base. Esistono specie arbustive come la Paeonia sufruticosa dalle foglie grandi, bipennate, e fiori appariscenti.

Peonia

Nello specifico noi tratteremo della Peonia Officinalis.
ORDINE:Saxifragales
FAMIGLIA: Paeoniaceae
GENERE: Paeonia
SPECIE: Paeonia officinalis L. subsp. arietina (G. Anderson) N.G. Passal.
NOME ITALIANO: Peonia arietina, peonia selvatica, peonia officinalis.
Altri nomi : Ampogna (Veneto, Verona), Amponia (Veneto, Verona), Erba casta (antichi), Folagne (Veneto, Verona), Pedogna (Veneto, Venezia), Peogna (Emilia-Romagna, Romagna), Peonese (antichi), Peonia (Toscana), Peonia comune (Italia), Peonia officinale (Italia), Peonia salvadega (Lombardia, Brescia), Pionica (Sicilia), Roesa (Lombardia, Brescia), Rosa pantofola (Puglia, Lecce)
Caratteristiche e diffusione: La Peonia officinalis una pianta erbacea perenne, alta fino a 60 cm, molto appariscente. I fusti sono lisci ed eretti con un unico grande fiore alla sommità, di colore rosso-cremisi, con parti interne gialle. La peonia cresce in piccoli gruppi nelle zone di montagna, soprattutto nelle radure del bosco e sul bordo delle aree aperte. Fiorisce in maggio-giugno. I frutti sono formati da un involucro verde vellutato, composto generalmente da due follicoli, i semi sono di forma oblunga, inizialmente rossi, poi neri a maturità.
Originaria dell’Europa e del Caucaso, in Italia si trova nelle regioni settentrionali e centrali fino all’Abruzzo.
Astenersi dal coglierla. Specie protetta in Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo e Marche.

ALTRE DENOMINAZIONI:
Paeonia arietina, Paeonia officinalis, Paeonia officinalis subsp. officinalis, Paeonia officinalis var. mascula, Paeonia officinalis var. peregrina
Suggerimenti per la coltivazione: La coltivazione di questi fiori e delle peonie in generale non è difficile. Si tratta, infatti, di fiori in grado di adattarsi anche alle temperature più rigide. Le peonie possono essere impiantate lasciando una certa distanza tra una e l’altra (30- 40 cm) sia in un vaso sia in giardino. Occorre aver cura di esporre la pianta alla luce, non al pieno sole nelle ore più calde, evitando i ristagni idrici. Ovviamente l’apporto di acqua necessario andrà valutato anche in base alle temperature esterne. Le peonie, soprattutto le specie erbacee, forniscono fiori recisi tra i più decorativi e tra i più longevi in assoluto. Secondo un’antica tradizione vanno raccolte il mattino presto, prima dell’alba, se si vuole che conservino a lungo profumo e bellezza per un bouquet meraviglioso.

Origine del nome : Il nome del genere sembra derivi da Peone, medico greco dell’antichità, che secondo un mito, riuscì a guarire una ferita del dio Plutone usando questa pianta. In segno di ringraziamento il medico fu trasformato nella bellissima pianta.
Secondo un’altra leggenda, Peone avrebbe fatto bere a Latona, in preda alle doglie del parto per far nascere Apollo e Artemide, il succo di un fiore ancora senza nome, che cresceva pendici dell’Olimpo. La dea superò così facilmente il travaglio e per riconoscenza diede al fiore il nome dell’abile medico.
L’epiteto specifico “officinalis” è indice delle sue proprietà curative, che tanto hanno contribuito a decimare la pianta a causa di raccolte indiscriminate. II filosofo greco Teofrasto (372-287 a.C.), noto anche per aver scritto le più importanti opere di botanica dell’epoca, affermò che per usi curativi i semi e le radici di peonia dovevano essere raccolti solo di notte, quando il picchio dorme: essendo la peonia una pianta consacrata a quest’ uccello, si correva altrimenti il rischio di essere sorpresi e beccati a morte.

Peonia

Un fiore… leggendario: 
La peonia fu al centro di numerosi miti e leggende: la peonia personifica le lacrime versate da Diana, dea della caccia, quando capì di aver ucciso il suo amato con la freccia.
Coltivato persino nell’Olimpo secondo miti e leggende, oggetto di passione da più di 3000 anni, la peonia è ancora protagonista…
Per alcune culture tradizionali orientali, le peonie sono un simbolo di immortalità, sebbene la fioritura abbia vita breve. La peonia nella tradizione culturale cinese è non solo di un simbolo di bellezza ma ben augurante e simbolo di matrimonio felice. A questo fiore è associata un’influenza positiva sulla coppia e la capacità di creare un’energia positiva Feng Shui.
A seconda del colore per la tradizione figurativa cinese il significato della peonia assume significati diversi. Se la peonia bianca indica la purezza delle ragazze, la peonia rossa è invece il simbolo della sensualità femminile.
Già molti secoli prima di Cristo, nella Cina Imperiale, la peonia era amata maniacalmente dall’imperatore, che la faceva raffigurare sulle preziose e delicatissime porcellane dell’epoca e pagava una fortuna a chiunque presentasse una nuova varietà. Solo lui poteva coglierne i fiori.
Ancora oggi in Cina la peonia è considerata “regina dei fiori”. Nella città di Luoyang, che fu a lungo capitale della Cina, la peonia è al centro di un festival molto popolare. Qui, grazie al terreno e al microclima particolari, crescono le peonie più belle e, nel periodo della fugace fioritura, si possono ammirare in ogni giardino, davanzale, angolo di strada vasi di fiori e aiuole colorate.
Nel Medioevo, la peonia era consigliata alle partorienti al fine di allontanare gli spiriti maligni.
Nel linguaggio dei fiori, in Occidente la peonia è simbolo di pudore e timidezza ma pure amore e raffinatezza. Insieme alla rosa, è per eccellenza il fiore donato dagli innamorati alle loro amate. La peonia in Occidente sta vantando una diffusione crescente quale fiore primario e tema per i matrimoni. La coltivazione intensiva delle peonie, dette anche “rose senza spine”, ha inizio nel ‘700, ma già in epoche più antiche si trova traccia della diffusione delle piante e del loro ruolo di messaggere di parole amorose.
La peonia come tatuaggio è arrivato dall’Oriente, simbolo di eleganza e alla purezza. I fiori di peonia simboleggiano la primavera e nella maggior parte dei casi sono rappresentati insieme immagini di rocce e sfondi d’acqua.

Costituenti chimici: Paenolo, paeoniflorina, flavonoidi (antociani), tannini, amido, triterpeni.

Uso Alimentare e tossicità: I semi, polverizzati, venivano utilizzati per aromatizzare la birra. L’intera pianta se assunta in dosi elevate, è tossica e provoca vomito e diarrea.

Altre avvertenze e possibili controindicazioni:
Sembra che la peonia sia in grado di indurre l’aborto stimolando le contrazioni uterine e il flusso mestruale; per questo la sua assunzione durante la gravidanza potrebbe essere controindicata. Inoltre non si hanno informazioni certe sulla sicurezza della sua assunzione durante l’allattamento.
La peonia potrebbe poi essere controindicata nel caso in cui si soffra di disturbi emorragici, giacché pare in grado di rallentare la coagulazione del sangue; pertanto potrebbe essere necessario interromperne l’assunzione in previsione d’interventi chirurgici e se si è in terapia con anticoagulanti o antiaggreganti. Potrebbe interferire con anticoagulanti e antiaggreganti. Attenzione in caso di assunzione di fenitoina: infatti, la peonia può ridurre le quantità di questo principio attivo circolanti nell’organismo, aumentando il rischio di convulsioni.
Per questi motivi è bene consultarsi preventivamente con il proprio medico e con il pediatra.
Ovviamente l’uso esterno come impacchi o maschere si può considerare relativamente sicuro, ma chi si trovasse in stato interessante o stesse allattando deve rivolgersi al medico. Effettuare sempre il patch test al primo uso. Io soggetti con allergie a pollini e simili devono rivolgersi al medico curante, così come chi è in cura per malattie importanti.

Peonia

Proprietà curative… ieri e oggi:
Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico, il paragrafo è puramente divulgativo.
Delle radici di Peonia (varie specie) si è fatto uso medicinale per oltre 2000 anni come rimedio contro l’epilessia, per favorire le mestruazioni e come antispastico e diuretico.
C’è una buona evidenza scientifica che i principi attivi contenuti nella specie siano efficaci come antispastici e sedativi. Nell’ambito della Medicina Tradizionale Cinese, un consistente gruppo di ricerche su formule terapeutiche contenenti paenolo e paeoniflorina, hanno dimostrato la validità di questi principi attivi come inibitori della prolattina e quindi utili nella cura di vari disturbi femminili, come i problemi mestruali, i fibromi uterini e la regolazione ormonale.
In Occidente i medici antichi la riteneva una delle piante “cefaliche”, in altre parole adatta per le malattie della testa e del cervello, osservazioni desunte osservando la forma dei fiori in boccio della peonia, simili a una testa umana. Ciò per l’antico principio che secondo i medici collegava la forma alla funzione (la famosa dottrina della Signatura).
L’infuso ricavato dai petali disseccati di varie specie di Peonia era utilizzato come rimedio per la tosse e per trattare emorroidi e vene varicose. La peonina e il paenolo caratterizzano la radice: la molecola alcaloidea para agire a livello della muscolatura liscia, mentre il penolo (idrossi-acetofenone in forma libera) svolge la propria azione di blando antiaggregante piastrinico e modulatore dell’umore; le molecole penoside e penolide (idrossi-acetofenone in forma glicosilata) sono utilizzate come coadiuvanti nell’inibizione dell’aggregazione piastrinica, allo scopo di prevenire la formazione di fenomeni trombotici.
In decotto, possono essere utilizzate tutte le parti della pianta (fiori, petali, foglie): in questo caso, la peonia è impiegata per le proprietà calmanti e antispasmodiche.
Nella fitoterapia, sono utilizzati anche i semi di peonia: sotto forma di decotto, hanno proprietà purganti ed emetiche; ma è doverosa una puntualizzazione. I semi sono potenzialmente tossici e, se utilizzati in modo improprio, possono provocare effetti collaterali quali nausea, vomito, depressione, ipotensione e diarrea.
In particolare per i bambini, i petali essiccati di peonia sono consigliati per contrastare disturbi delle mucose e della cute, oltre a rappresentare un sedativo piuttosto blando. Insieme ad altre erbe, la peonia è usata per alleviare emicrania e problemi di natura gastrointestinale.
Attualmente i fiori, ricchi in tannini e antociani, rientrano anche in formulazioni a uso esterno, per fistole e ragadi anali associate a emorroidi.
La pianta di peonia officinalis per le sue proprietà è largamente impiegata in omeopatia ancora dall’antichità come rimedio omeopatico contro l’epilessia, inoltre può essere considerata attualmente un buon antispasmodico e sedativo (in particolare la radice). Proprio l’uso antico riguardante l’epilessia ha fatto utilizzare la pianta (radice) nel trattamento di stati nevrastenici, di agitazione e ansia, nelle forme nevralgiche e nell’emicrania.
La moderna erboristeria ne fa un uso limitato (es.tintura madre) poiché la pianta è tossica se assunta in dosi elevate.

Peonia

Finiamo in bellezza:
Anche in cosmetica la peonia si rivela preziosa: dalla radice, infatti, si ricavano fitoestratti di grande efficacia antiossidante, idratante e lenitiva. Possiamo trovarla, sotto forma di estratto, infatti, in preparazioni per la pelle delicata.
La polvere di peonia officinalis (radici) è nota per alleviare il cuoio capelluto irritato, con prurito e forfora. Migliora la caduta dei capelli. Indicata per la pelle delicata, matura, stanca, devitalizzata, irritata e sensibile.
– In shampoo secco: la polvere di peonia è usata in combinazione con altre polveri naturali e possibilmente con oli essenziali valutandone le proprietà in base al bisogno.
– In maschere e impacchi per la pelle e i capelli: usare la polvere di peonia mescolata con altre polveri naturali in base alle necessità individuali (argille, polveri di piante …) formando una crema con acqua calda, facendo in modo di evitare grumi. Al posto dell’acqua si può usare un infuso o addizionare il tutto con un idrolato.  Il riposo non è necessario. Nel tempo, può scurire i capelli chiari. Se usato come maschera viso, si rimuove dopo una posa di 15/20 minuti con una morbida spugnetta e abbondante acqua. Finalizzare con un tonico bio o idrolato, proseguire la skincare con crema, siero, ecc. Come impacco post shampoo, concludere dopo abbondante risciacquo con balsamo ed eventuale risciacquo acido.
– In emulsioni, gel, lozioni, shampoo si deve fare un macerato acquoso (o idro glicerina) o un infuso di Peonia e usarlo in fase acquosa. Può essere usato come tonico. Senza aggiunta di conservanti, va usato in pochi giorni e conservato ben chiuso nel frigorifero.

Per chi segue il CC, da sola, la peonia Officinalis, rientra in I (fase idratazione.)

🌺 Dichiarazione di non responsabilità:
Non è stata riscontrata tossicità e nessuna controindicazione all’uso esterno/estetico eccetto ipersensibilità individuali. Tuttavia, è importante notare che attualmente non esistono sufficienti ricerche scientifiche su questo rimedio naturale.

Ad ogni modo consigliamo sempre la cautela…come mi piace sempre dire “Naturale non è sinonimo di Sicuro”….

Nota bene:
Tutte queste informazioni sono frutto di studi clinici effettuati “in vitro” e/o “in vivo” ma non hanno lo scopo di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia. Consigliamo sempre il pare del medico di base prima di utilizzare qualsiasi sostanza a voi sconosciuta (o parzialmente conosciuta) soprattutto se si è soggetti allergici o particolarmente sensibili, donne in gravidanza e persone sottoposte a cicli farmacologici dovuti a gravi malattie e soggetti Fabici per maggiore sicurezza è possibile eseguire un patch test casalingo per verificare eventuali reazioni allergiche, scopri come qui 👉🏼 “Test Casalingo per le Reazioni Allergiche”

Pertanto ci esoneriamo da qualsiasi responsabilità su un uso improprio delle informazioni riportate negli articoli contenuti in questo sito.

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