Ashwagandha – Ginseng indiano

Ashwagandha – Ginseng indiano

  NOME BOTANICO: Withania somnifera NOME COMUNE: Ginseng Indiano DESCRIZIONE DELLA PIANTA Il nome scientifico dell’Ashwagandha è Withania

FIENO GRECO (Methi)
NEEM (Nīm)
SIDR (Sedr, Ziziphus, Zizyphus, nabq)
Kachur Sugandhi
Cassia – Obovata – Italica – Senna

 

NOME BOTANICO: Withania somnifera
NOME COMUNE: Ginseng Indiano

DESCRIZIONE DELLA PIANTA
Il nome scientifico dell’Ashwagandha è Withania somnifera. Si tratta di una pianta appartenente alla vasta famiglia delle Solanacee. Molti ortaggi e frutti che utilizziamo quotidianamente in cucina fanno parte di questa vasta famiglia (primi fra tutti pomodori, patate e melanzane) ma anche la Belladonna e il Tabacco. L’aspetto della Withania è davvero molto simile a quello della pianta del nostro amato pomodoro, con i tipici fiori di colore verde-giallo e il frutto di colore variabile dal giallo intenso al rosso.  Il Ginseng indiano e il vero Ginseng, non sono correlate sotto il profilo botanico e appartengono a due famiglie diverse.
Arbusto erbaceo perenne, legnoso alla base, la Withania somnifera può raggiungere un’altezza di 170 cm. Come il pomodoro, ha fiori verde-gialli e il colore dei frutti tondi può variare dal giallo-arancio al rosso a seconda dello stadio di maturazione. La pianta è ricoperta di piccoli peli che le conferiscono un riflesso grigio-ceruleo.

Ashwagandha (Ginseng indiano)

PARTE USATA:
Le radici, le foglie (più raramente).

ALTRI NOMI: Ashwagandha è il termine sanscrito derivante dalle parole ashva (“cavallo”) e gandha (“odore”) utilizzato per indicare l’omonima pianta indiana dal forte aroma che ricorda l’odore della pelle del cavallo. Ginseng indiano, falso alchechengi, ciliegia d’inverno, uva spina velenosa (ndr: NON è velenosa), Winter cherry, Asgandh, Punir, poison gooseberry, Ajagandha, Kanaje Hindi, Amukkuram in Malayalam e Samm Al Ferakh. Nella Pashto (una lingua iranica parlata in Afghanistan e Pakistan) è chiamata Koti lal (Koti = palla, Lal = rosso), può essere dovuto al suo frutto rotondo di colore rosso. In Urdu ( è attualmente la lingua ufficiale del Pakistan insieme all’inglese, a livello nazionale, e una delle 22 lingue ufficiali riconosciute dall’India) Ashwagandha è chiamato Asgandha o Asgund (اسگند.).
Un altro dei suoi nomi è King of Ayurveda (Re dell’Ayurveda*) e nei paragrafi seguenti capiremo perché questa pianta è così prestigiosamente insignita.
*Medicina alternativa, risalente alla tradizione vedica indiana, basata essenzialmente sulla meditazione e sulla ricerca dell’equilibrio tra corpo e mente come prevenzione alle malattie, e sull’utilizzo di rimedi naturali (diete alimentari, massaggi, bagni di vapore, tecniche respiratorie e yoga).
HABITAT:
È una pianta molto robusta che può sopravvivere sia a temperature molto alte e molto basse (tra i 10°C e i 40°C). L’ashwagandha cresce dal livello del mare fino a un’altitudine di 1500 metri. Si adatta ai climi aridi e difficili.
La pianta è originaria dell’India, Nepal, Pakistan, Africa settentrionale e Sri Lanka, ma è coltivata anche in alcune zone del Mediterraneo, tra cui Sicilia e Sardegna.
Coltivazione: Withania ama il pieno sole e clima caldo e asciutto, terreni sabbiosi, leggermente alcalini, la crescita migliore si ha quando il pH del terreno è 7,5- 8,0. La coltivazione in pieno campo è possibile solo dove l’inverno è mite e non troppo piovoso, e in terreno adeguato; altrimenti dovrà essere coltivata in vaso per ripararla durante la brutta stagione.
La pianta deve essere lasciata asciugare molto bene tra un’innaffiatura e l’altra, se no il rischio di marciume radicale è altissimo, soprattutto in contenitore.

Ashwagandha (Ginseng indiano)

CENNI STORICI E LEGGENDE
Si ritiene che Withania somnifera, conosciuta nella lingua assira come ashwagandha, sia stato ampiamente usato nell’antica Mesopotamia per le sue proprietà medicinali e narcotiche. La pianta era ben nota nell’antico Egitto. È stato ipotizzato che Withania somnifera fosse il favoloso e misterioso halacacabon, o “Salt Jar”, così come la leggendaria, mitica pianta psicoattiva nota come trychnos o strychnos, “quella che provoca il sonno”, dei greci (Ratsch 1998, 540).
Numerose affermazioni parlano della Withania somnifera come gemella della meravigliosa radice jangida, le cui lodi sono state cantate nel sistema medico vedico – specialmente nell’Arthava Veda – come potenti poteri come panacea, amuleto, agente magico e afrodisiaco. Sushruta, il medico indiano e co-fondatore del sistema ayurvedico, ha ritenuto la radice come rasayana, un elisir alchemico, e come un vajikarana, un afrodisiaco.  I guaritori popolari conosciuti come vaidya preparano ancora una pozione d’amore dalla radice. Si dice che i suoi effetti attraggono il sesso opposto e lo rendono pronto per l’amore.
Gli antichi arabi usavano la radice come un narcotico, un tonico per la salute e un afrodisiaco.

MONDO AYURVEDA e MEDICINA NATURALE :
La withania somnifera occupa da tempo un posto di rilievo nella medicina ayurvedica. Il suo uso risale almeno al 4000 a.C.
L’approccio tradizionale indiano alla guarigione implicava l’uso dell’ashwagandha come “Rasayana”. In sanscrito significa letteralmente “ciò che nega la vecchiaia e le malattie”. L’essenza vitale, per così dire, dell’Ayurveda e una delle erbe più preziose della medicina funzionale.
Il prefisso “ashwa” si traduce come “cavallo”, l’implicazione è che consumare questa erba dà la forza di un cavallo. I numerosi benefici di Ashwagandha includono le sue proprietà narcotiche, diuretiche, afrodisiache, antielmintiche, astringenti, stimolanti, termogeniche e toniche. Ha anche benefici di natura adattogena. (adattogeni sono sostanze che modulano la risposta allo stress del corpo, regolando gli ormoni e le altre sostanze secondo ciò di cui il corpo ha bisogno).
L’ormone dello stress cortisolo, ad esempio, può causare tutti i tipi di problemi di salute quando non è controllato. Si pensi a irritabilità, aumento di peso, diabete e malattie cardiache. La pianta di ashwagandha ha la capacità di normalizzare i livelli di cortisolo e proteggere il corpo dai danni.
Il ginseng indiano è anche potentemente ringiovanente, aiuta a dare energia al corpo, rafforzare le difese immunitarie e bilanciare i livelli ormonali.
Proprietà: Protegge e rinforza il sistema immunitario, smaltisce le tossine, antinfiammatorio, tonico generale, anti stress e disturbi d’ansia, stabilizza i livelli di zucchero nel sangue e abbassa il colesterolo, possiede proprietà adattogene (aumenta la difesa dell’organismo ai diversi stress psico-fisici), migliora la memoria, trattamento del dolore muscolo-scheletrico, favorisce un sano riposo notturno. Molto interessanti sono gli usi della pianta per migliorare la salute e il benessere sessuale dell’uomo e della donna: aumenta la libido e rinvigorisce la sessualità, contrastando la sterilità sia nell’uomo sia nella donna e contro la dismenorrea. E’ possibile trovare l’ashawagandha sia in compresse che in polvere.
IMPORTANTE : Controindicazioni (valide per il consumo per via orale )
Consiglio sempre di rivolgersi al proprio medico o farmacista per tutti i casi. Dosaggi elevati possono causare disturbi gastrointestinali, vomito e diarrea. Può interagire con l’alcol e moltissimi farmaci (ansiolitici, sonniferi, anticonvulsivanti, antidepressivi, antipsicotici). E’ sconsigliato sempre alle donne in gravidanza, potrebbe indurre un aborto. Non sono stati a oggi evidenziati effetti collaterali dell’ashwagandha: Withania somnifera è una pianta priva di tossicità e utilizzabile con tranquillità ai dosaggi abitualmente consigliati.

Le interazioni con i farmaci dell’ashwagandha riguardano solo alcuni psicofarmaci, come i barbiturici, di cui il ginseng indiano potrebbe rafforzare gli effetti. Peraltro non tutti gli autori concordano sulla veridicità di questa interazione.
In merito alle controindicazioni dell’ashwagandha, l’uso di questa pianta è da evitare in gravidanza, perché potrebbe indurre l’aborto. In genere viene sconsigliata l’assunzione di Withania somnifera anche durante l’allattamento. Inoltre, alcune evidenze, comunque isolate o non del tutto confermate, suggeriscono prudenza o invitano a non prendere l’ashwagandha in caso di ipertiroidismo.

Per quel che riguarda le preparazioni migliori e il dosaggio dell’ashwagandha, sono da preferire gli estratti secchi di radice standardizzati in withanolidi, in capsule o compresse da 200-400 milligrammi, da assumere due o tre volte al giorno.

NB: Il paragrafo ha solo valore illustrativo NON sono da intendersi come consigli medici! rivolgersi al medico in caso di problemi di salute seri (allergie, malattie autoimmuni, favismo, ecc..)  o gravidanza e allattamento prima di assumere qualsiasi sostanza nuova. L’assorbimento per via cutanea è certamente minore piuttosto che per via orale ma NON possiamo escludere che possa dare ugualmente effetti collaterali!

Ashwagandha (Ginseng indiano)

Vantaggi o usi di polvere Ginseng Indiano per la bellezza di pelle e capelli:
Ashwagandha contiene alti livelli di antiossidanti che riducono i radicali liberi per combattere i segni dell’invecchiamento come rughe, macchie scure, rughe e macchie. Inoltre protegge dal cancro della pelle. Ashwagandha è utile per trattare cheratosi, una condizione che porta alla pelle ruvida e secca e stimola la produzione di collagene, ringiovanendo la pelle.
Ashwagandha inibisce la perdita di melanina nei capelli per prevenire incanutimento precoce. Esso contiene tirosina, un aminoacido che stimola la produzione di melanina nel corpo. Gli antiossidanti in ashwagandha prevengono efficacemente l’invecchiamento prematuro dei tessuti e riducono la possibilità di fili grigi. Ashwagandha migliora la circolazione del sangue nel cuoio capelluto ed attiva i follicoli piliferi, accelerando la crescita dei capelli e Ashwagandha è anche utile per combattere l’alopecia androgenetica, comunemente noto come calvizie. Tratta anche forfora, eczemi e psoriasi. Rinforza infine il fusto, curandolo e prevenendone l’indebolimento e la rottura.
La polvere si presenta di color beige chiaro, odora di cereali e ha gusto amaro.
Uso nei cosmetici fatti in casa, la polvere ayurvedica Ashwagandha può essere utilizzata come ingrediente attivo nelle creme e maschere per capelli e corpo combinata ad altre polvere erbose e/o argille o da sola.
VISO e corpo : Indicata per pelli mature, pelle danneggiata, irritata; in caso di ferite, lesioni, eruzioni cutanee.  Una volta scelte la polvere da utilizzare o il mix di polveri, queste vanno utilizzate sul viso come maschera.
Si crea una crema morbida tipo yogurt unendo la polvere ad acqua calda, acqua di rose (o altri idrolati, a piacere si più aggiungere anche un po’ miele o gel di aloe .
Lasciare in posa la maschera per 15-20 minuti, ma evitando che si secchi (nel caso inumidite un po’ il viso durante la posa con uno spruzzino).
Rimuovere poi accuratamente con acqua fresca/tiepida.
Completare il trattamento del viso tamponando la pelle con acqua di rose o idrolato o tonico per poi applicare una crema idratante eco bio o qualche goccia di olio vegetale puro.
-Tonico fai da te: Potete preparare un tonico all’ ashwagandha. Prendere 1 cucchiaino di zenzero secco, 2 cucchiaini di polvere di radice Ashwagandha secca e 1 cucchiaino di buccia di limone essiccata.
Far bollire tutti questi ingredienti in 200ml di acqua e utilizzare questa infusione come un tonico per ottenere una pelle morbida e luminosa. Si conserva in frigo per alcuni giorni.
CAPELLI : Impacchi post shampoo per cute e lunghezze. Insieme ad altre erbe a seconda delle necessità del cuoio capelluto, l’azione sinergica permetterà ai vostri capelli di migliorare, il cuoio capelluto si risana e le radici si rinforzano, il fusto è più forte.

Nel nostro CC, da sola quest’erbetta, vale I (Idratazione)

Ashwagandha (Ginseng indiano)

Dichiarazione di non responsabilità:
Le donne in gravidanza o che allattano devono astenersi dal consumo di ashwagandha e dall’applicazione della polvere, sconsigliato a chi ha patologie autoimmuni e/o si assumono terapie  (es.antidepressivi, framaci per la cura di lupus, HIV). In caso di dubbi consultare SEMPRE il medico.
Leggere il paragrafo CONTROINDICAZIONI.

Tuttavia, è importante notare che attualmente non esistono sufficienti ricerche scientifiche su questo rimedio tintorio.

Ad ogni modo consigliamo sempre la cautela…come mi piace sempre dire “naturale non è sinonimo di sicuro”….

Nota bene:
Tutte queste informazioni sono frutto di studi clinici effettuati “in vitro” e “in vivo”
ma non hanno lo scopo di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia. Consigliamo sempre il pare del medico di base prima di utilizzare qualsiasi sostanza a voi sconosciuta (o parzialmente conosciuta) soprattutto se si è soggetti allergici o particolarmente sensibili, donne in gravidanza e persone sottoposte a cicli farmacologici dovuti a gravi malattie; per maggiore sicurezza è possibile eseguire un patch test casalingo per verificare eventuali reazioni allergiche, scopri come qui 👉🏼 “Test Casalingo per le reazioni allergiche”

Pertanto ci esoneriamo da qualsiasi responsabilità su un uso improprio delle informazioni riportate negli articoli contenuti in questo sito.

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