Jatamansi (Nardostachys jatamansi)

Jatamansi (Nardostachys jatamansi)

Baheda (Bibhitaki)
AMLA(PHYLLANTHUS EMBLICA)
Proprietà delle erbe lavanti
TULSI IL BASILICO SACRO DELL’INDIA
Rosa Damascena

Regno: Plantae
Ordine: Dipsacales
Famiglia: Caprifoliaceae
Genere: Nardostachys
Specie: N. jatamansi

Descrizione

Nardostachys Jatamansi, detta anche Nardo, è una pianta fiorita della famiglia della valeriana che cresce in Himalaya orientale, principalmente in una fascia che attraversa Kumaon, Nepal, Sikkim e Bhutan. La pianta cresce fino a circa 1 m di altezza e ha fiori rosa a forma di campana. Si trova ad un’altitudine di 3.000–5.000 e i suoi rizomi (steli sotterranei) possono essere schiacciati e distillati in un olio essenziale di colore ambra intensamente aromatico che ha una consistenza molto spessa, lo spikenard. Questo è stato usato fin dall’antichità come profumo, come medicina tradizionale e in cerimonie religiose. La pianta, chiamata anche nard, nardin, o muskroot, è considerata in via di estinzione a causa del suo largo uso nella medicina popolare, del pascolo eccessivo, per la perdita del suo habitat e a causa dello stato di degrado delle foreste.

 

Pillole di storia

La Jatamansi potrebbe essere stata usata come ingrediente dell’olio noto come spikenard, o olio di nardo, sebbene anche la lavanda sia stata suggerita come possibile candidata per la sua realizzazione, sin dai tempi classici.
L’olio era conosciuto nell’antichità e faceva parte della tradizione erboristica ayurvedica dell’India. Fu ottenuto come bene di lusso nell’antico Egitto dal Vicino Oriente. Gli egiziani conservavano l’olio in contenitori di alabastro per preservarne la straordinaria fragranza. Il nome “nard” deriva dal latino “nardus” e dal greco νάρδος. Questa parola può in definitiva derivare dal sanscrito naladam (spikenard indiano) o da Naarda, un’antica città assira (forse la moderna città di Dohuk, in Iraq).
Gli antichi greci davano questo nome a una specie di lavanda originaria delle regioni costiere del Mediterraneo. Il nardo fu usato da Achille per profumare il corpo di Patroclo nel Libro 18 dell’Iliade di Omero. Nell’antica Roma, il nardus veniva utilizzato per aromatizzare il vino e ricorre spesso nelle ricette di Apicio, un gastronomo, cuoco e scrittore romano vissuto a cavallo fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. . Durante il primo impero romano, il nardus era l’ingrediente principale di un profumo (unguentum nardinum), e la storia naturale di Plinio elenca dodici “specie” di nardus, identificabili con varie piante, tra cui la Lavandula stoechas, valeriana tuberosa e spikenard (Nardostachys jatamansi).
Un ingrediente chiamato “nard” o “narde” veniva usato per condire i cibi nella cucina europea medievale, specialmente come parte della miscela di spezie usata per aromatizzare l’ipocrisia, una bevanda zuccherata e speziata. Dal 17 ° secolo, era uno degli ingredienti per una birra forte chiamata stingo.
Nella tradizione iconografica della Chiesa cattolica ispanica, il Nardo è usato per rappresentare San Giuseppe. Il Vaticano ha affermato che lo stemma di Papa Francesco include la Jatamansi in riferimento proprio al santo.
Il Nardo è anche menzionato nell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri:
<<…erba né biado in sua vita non pasce, ma sol d’incenso lagrime e d’amomo, e nardo e mirra son l’ultime fasce…>>

Principi attivi:
Una ricerca preliminare sui componenti chimici di Nardostachys jatamansi indica che la pianta contiene:

  • acaciin
  • acido ursolico
  • octacosanolo
  • kanshone A
  • nardosinone
  • aristolen-9beta-olo
  • acido oleanolico
  • beta-sitosterolo

Benefici:
Luminosità della pelle

In sanscrito si chiama Kantiprada che significa migliorare la carnagione e la lucentezza della pelle, ed è proprio per questo motivo che i preparati di Jatamansi possono essere utilizzati per garantire un aspetto luminoso e giovane. La parte che si usa è la radice polverizzata, la quale se miscelata con acqua e applicata sulla pelle, ne promuove tono e consistenza. Grazie alla presenza di acido oleanolico e acido ursolico ha proprietà antinfiammatorie e antimicotiche, può attenuare la sensazione di bruciore causata da vari disturbi della pelle come l’eczema, la psoriasi, la rosacea, l’acne. Stimola i fibroblasti a produrre fibre di collagene ed elastina che conferiscono all’epidermide proprietà elastiche, prevenendo la formazione delle rughe.
Puoi mescolare la polvere di Jatamansi in acqua fredda formando un impasto cremoso e applicarla sulle aree interessate della pelle per 10/15 minuti. Grazie alla sua fragranza, il jatamansi in polvere è ampiamente usato sotto forma di deodorante.

 

Benefici per i capelli

La polvere di Jatamansi ha proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche che prevengono la caduta dei capelli, la forfora e qualsiasi altra crescita microbica. Questo aiuta a favorire la crescita dei capelli, li rende più lisci, lucenti, setosi e previene la formazione di doppie punte. Il modo migliore per estrarre le proprietà dell’erba per la crescita dei capelli è sotto forma di oleolito; si può mescolare Jatamansi in polvere in qualsiasi olio vettore (es. olio di semi si girasole) e, dopo 40 giorni di macerazione in luogo scuro e fresco, filtrare l’oleolito e applicarlo sul cuoio capelluto asciutto e sulle lunghezze inumidite e tenere in posa anche tutta la notte per ottenere i risultati migliori. La pianta viene utilizzata in India per ravvivare il colore scuro e prevenire l’ingrigimento precoce, uno studio pubblicato su Pharmacognosy Research nel 2015 lo ha confermato.
L’ utilizzo è sconsigliato alle bionde per le note prioprietà scurenti.
La polvere di Jatamansi può essere mescolata con acqua calda insieme ad altre polveri per avere un effetto sinergico. L’azione nella caduta dei capelli è osservabile entro le prime 2 settimane dal suo utilizzo e sono necessari dai 3 ai 6 mesi per mostrare risultati nello scurimento dei capelli grigi.

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Non è stata riscontrata tossicità e nessuna controindicazione all’uso esterno/estetico eccetto a causa di ipersensibilità individuali. Tuttavia, è importante notare che attualmente non esistono sufficienti ricerche scientifiche su questo rimedio. Ad ogni modo consigliamo sempre cautela e, ripetiamolo a mo’ di jingle, “Naturale non è sinonimo di sicuro”!

Nota bene: Tutte queste informazioni sono frutto di studi clinici effettuati “in vitro” e/o “in vivo” ma non hanno lo scopo di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia. Consigliamo sempre il parere del medico di base prima di utilizzare qualsiasi sostanza a voi sconosciuta (o parzialmente conosciuta) soprattutto se si è soggetti allergici o particolarmente sensibili, donne in gravidanza e persone sottoposte a cicli farmacologici dovuti a gravi malattie. Per maggiore sicurezza è possibile eseguire un patch test casalingo per verificare eventuali reazioni allergiche seguendo le direttive di questo articolo

Test Casalingo per le Reazioni Allergiche

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