I capelli in primavera

I capelli in primavera

  Dalle 17.15 di oggi, 20 marzo, data in cui è avvenuto l’Equinozio di Primavera o Punto Vernale (ora di Roma ovviamente), siamo ufficialmente

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Dalle 17.15 di oggi, 20 marzo, data in cui è avvenuto l’Equinozio di Primavera o Punto Vernale (ora di Roma ovviamente), siamo ufficialmente entrati in Primavera, la mia stagione preferita, ma anche quella forse un po’ più difficile per i nostri capelli e più in generale per le nostre energie, abituate al sopore invernale.

Da un punto di vista omeopatico/energetico (info da naturopataonline), ecco come viene percepito l’arrivo della Primavera nei nostri Organismi.

In Natura, piante ed animali subiscono dei forti cambiamenti: il mondo vegetale sostituisce le foglie, nel mondo animale invece cambia il pelo.
Queste ragioni sono dettante dalla necessità di adattamento al cambiamento climatico. Il nostro corpo non fa eccezione anche se in misura minore. Ed ecco apparire la tipica stanchezza e svogliatezza primaverile, spesso associata alla sonnolenza durante il giorno ed insonnia di notte, per non parlare della cosiddetta “perdita stagionale” dei capelli, che adesso approfondiremo insieme.

Partiamo ovviamente dal presupposto che i capelli, che sono definiti tessuto molle al pari della pelle, sono soggetti ai ciclici periodi di ricambio che aumentano di frequenza durante le stagioni intermedie.
In particolare, il ciclo di vita dei capelli è compreso tra due e sei anni, ciò significa che nel corso della vita di ogni persona il cappello è sostituito circa una ventina di volte prima di cadere definitivamente. Primavera e autunno accelerano il rinnovamento della capigliatura.

Lo stress è una delle prime cause di perdita di capelli e non solo. Ogni cambio di stagione implica un aumento dello stress a carico del nostro organismo. In autunno il nostro corpo si deve preparare alla stagione fredda ed in Primavera deve invece liberarsi di tutte le tossine che accumuliamo nei mesi invernali.
Questi cambiamenti sono impegnativi a livello ormonale. Questo naturale processo di adattamento richiede un notevole contributo in termini di nutrienti (vitamine sali minerali ed oligoelementi). Tuttavia, spesso queste sostanze non vengono integrate in quantità sufficienti a causa del cattivo stile alimentare che la maggior parte di noi conduce. I capelli, al pari del nostro organismo, devono infatti essere nutriti correttamente e le diete poco equilibrate od errate non facilitano il processo di sostituzione e rigenerazione dei nostri capelli.

Da un punto di vista nutrizionale ed energetico, l’inverno è la stagione in cui si tende ad accumulare tossine, complice un’alimentazione molto più calorica, ricca di grassi e di sostanze dolci ed un ridotto apporto di vegetali crudi, nonché una diminuita attività fisica, il risultato è un organismo che si affaccia alla Primavera decisamente rallentato ed “intossicato”.
I mesi di marzo, aprile e maggio, in particolare, sono quelli in cui l’organismo si deve risvegliare dalla vita sedentaria dell’inverno liberandosi di tutti gli accumuli ed ovviamente gli organi più impegnati in questa disintossicazione sono intestino e fegato, gli stessi organi che governano pelle e capelli: se appaiono sovraccarichi, sia la pelle che i capelli mostreranno i segni di questa sofferenza.

L’alimentazione, ecco quella sì, gioca un ruolo fondamentale per prevenire la caduta e per tutelare la capigliatura.
Nella dieta non devono mancare i nutrienti necessari alla buona salute dell’organismo e di conseguenza della chioma stessa. Largo spazio deve perciò essere dato a frutta e verdura fresche, preziose fonti di vitamine, minerali e antiossidanti, che vanno consumate quotidianamente.
Tra le vitamine più importanti c’è la B, la cui mancanza è tra le prime cause di caduta, poiché stimola la crescita dei capelli, oltre a combattere l’eccesso di sebo. La si può reperire mangiando cereali integrali, pesce grasso, piselli e yogurt. La vitamina A, invece, presente in carote, fegato e patate dolci, rinforza il fusto. La C reperibile mangiando agrumi, kiwi e peperoni, favorisce la crescita, mentre la vitamina E, presente in cereali, riso integrale, olio di oliva, mandorle e nocciole regola la produzione di sebo.
Tra i sali minerali non devono mancare:
-ferro, presente nella carne;
-rame, di cui sono ricchi aragoste e fegato;
-zinco, assimilabile consumando ostriche, carne di manzo e pane bianco;
-selenio, reperibile attraverso cereali, uova e pollame);
-manganese, disponibile in pane integrale e avocado.

In caso di dieta vegetariana o vegana, vi consiglio di leggere l’apposito articolo per le corrette sostituzioni del caso 👉🏻 “Alimenti indispensabili per la salute dei capelli”

Se malgrado una dieta adeguata i capelli cadono comunque in maniera troppo abbondante, è necessario rivolgersi a uno specialista tricologo o dermatologo che, in seguito a una visita e a esami specifici, potrà accertare l’eventuale presenza di un disturbo e stabilire il trattamento adeguato, prescrivendo i rimedi più opportuni.

Da un punto di vista dell’approccio più tradizionale, l’arrivo della Primavera viene invece descritto così (info da ok salute).

Partiamo dal presupposto che la Primavera è una delle cause più diffuse della caduta dei capelli: si tratta di un periodo abbastanza complesso in cui l’assottigliamento e la perdita dei capelli possono verificarsi frequentemente. Comprendere le cause è fondamentale al fine di ricorrere alle cure più adeguate.
Innanzitutto, bisogna considerare che il cambiamento climatico non influisce unicamente sull’ambiente, ma anche sul proprio organismo. I capelli sono i primi a risentirne, poiché si trovano ad affrontare la variazione delle temperature, sfibrati a causa del clima invernale.

Antonella Tosti, esperta di Dermatologia presso Miller Medical School of Medicine, University of Miami, afferma che un aumento della caduta dei capelli colpisce circa il 30% delle persone.
La causa risiede principalmente nel cambio delle ore di luce con quelle di buio. La caduta dei capelli durante la Primavera inoltre, non riguarda solo l’uomo, ma si verifica anche nei mammiferi con la cosiddetta muta. Ogni persona può perdere dai 50 agli 80 capelli al giorno. Per cui, quando ci si pettina, è del tutto normale notare una grossa quantità di capelli lungo il pettine, la situazione assume un aspetto più grave quando a venir via sono una maggiore quantità di capelli (oltre i 100 al giorno).
Ovviamente, se siete ricce il fenomeno vi sembrerà triplicato, perché i capelli ricci si pettinano esclusivamente in fase di lavaggio (con in posa il balsamo mi raccomando e possibilmente con la tangle) e non tutti i giorni, ma tranquille è normalissimo che ciò accada, nel caso la perdita dovesse aumentare considerevolmente sarete le prime ad accorgervi che qualcosa non va.

Logicamente, la problematica sopra descritta può anche essere anche il frutto di diete primaverili “fai da te” e può evolversi in una patologia definita Telogen Effluvium, ovvero una caduta di capelli eccessiva.
Questa patologia può manifestarsi anche a causa di disfunzioni della tiroide, nonché di lunghe esposizioni al sole, forte stress, dermatite seborroica del cuoio capelluto ed assunzione di farmaci contenenti vitamina A per la cura del colesterolo o della depressione. Nei casi più gravi può portare alla formazione di chiazze, diradamenti e perdita del volume dei capelli.

Mentre se sembra ovvio che di fronte ad una vera e propria patologia, spesso conseguenza di altre ben più gravi sopra accennate, l’unica risposta corretta è ovviamente consultare il medico (dermatologo, tricologo od endocrinologo, fatevelo consigliare dal medico curante, cui vi suggerisco di rivolgervi in prima battuta), il discorso è ben diverso in caso di pura e semplice perdita stagionale, che può essere trattata con metodi naturali e con una corretta alimentazione.

Ma approcci olistici o tradizionali a parte, come aiutare la nostra chioma durante questo delicato periodo di passaggio?

Curare come si è detto innanzitutto l’alimentazione, privilegiando alimenti freschi, non trattati ed utili ai capelli, come sopra descritto. Tenere sotto controllo lo stress, nei limiti del possibile, dormire adeguatamente, ridurre l’uso di alcool e di fumo, praticare terapie rilassanti, dalla meditazione allo yoga.

Come interventi sui capelli, è invece possibile massaggiare il cuoio capelluto con qualche goccia di olio essenziale (rosmarino, lavanda, cedro dell’Atlante), assieme ad un olio vettore (ad esempio cocco, argan, amla o ricino), mi raccomando poche gocce in tutto.

Un decotto naturale e molto economico ed utile per contrastare la perdita, è quello a base di rosmarino; ne basta un cucchiaio di polvere o qualche rametto da lasciare in infusione in acqua calda per 20 minuti. Una volta pronto si filtra e si utilizza il liquido come ultimo risciacquo dopo aver lavato i capelli. La stessa ricetta può essere utilizzata per un decotto di ortica, ottima per stimolare la circolazione e quindi la ricrescita.

Altro rimedio naturale molto interessante è la lozione di bardana (in erboristeria si trova la corteccia e la linfa fresca): si prepara un decotto da utilizzare per tamponare il cuoio capelluto, volendo anche ogni giorno.

Molto utili anche gli impacchi sui capelli che rinforzano la fibra capillare, aiutando a contrastare direttamente od indirettamente la caduta: fra gli ingredienti consigliati in primis l’hennè (cassia o sidr se non si desidera tingere) e le erbe ayurvediche (methi, maka e amla in particolare), ma anche il tuorlo d’uovo, l’avocado, l’olio di cocco, borragine, l’oleolito di amla, l’olio di ricino (da utilizzarsi sia sotto forma di applicazione solo sulle radici che sotto forma di bagno d’olio).
Logicamente, per una cura ottimale in un periodo così delicato è necessario non trascurare gli impacchi idratanti, quelli che i vostri capelli più amano, per i miei erbe ayurvediche tanto per cambiare.

Molto importante anche il lievito di birra, utilissimo sia per rinforzare le unghie che i capelli, ad esempio è possibile preparare una maschera rinforzante a base di lievito di birra, mescolando 3 cucchiai di lievito in polvere con 5 cucchiai di miele fino a formare un impasto omogeneo. Applicate la maschera su tutta la lunghezza dei capelli e sul cuoio capelluto, lasciate agire per 15-20 minuti e poi risciacquate i capelli con acqua tiepida. In alternativa al miele si può usare un olio vegetale, in tal caso si consiglia di effettuare l’impacco pre shampoo.

Da non dimenticare infine che la microcircolazione è molto importante perchè porta il nutrimento al capello, dunque occorre massaggiare spesso il cuoio capelluto e durante il risciacquo alternare acqua tiepida ed acqua fredda.

Per ultimo, non trascurare il sole primaverile ed il caldo, sebbene non ancora inteso: in caso di esposizione prolungata a raggi ultravioletti è bene proteggere i capelli con un cappello od una bandana, sono anche di moda.

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