⛔️⛔️PEG – CESSORI FORMALDEIDE – COCAMIDE DEA/MEA/TEA

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? PEG

➡ Cosa sono: i Polietilenglicoli (PEG) sono una classe di composti sintetici, ovvero prodotti in laboratorio (processo di polimerizzazione dell’ossido di etilene), e sono anche di derivazione petrolifera (quindi molto inquinanti).
➡ Perché vengono inseriti nei cosmetici: i PEG sono sostanze utilizzate come emulsionanti, ovvero per mescolare, legare fra loro l’acqua con le sostanze grasse/oleose, che altrimenti non starebbero insieme proprio per la loro natura.
Sono usati anche come tensioattivi (sostanze lavanti) per shampoo-olii perchè non producono molta schiuma ma nello stesso tempo detergono efficacemente. Inoltre, in detergenti e shampoo sono utilizzati per ottenere emulsioni viscose, mentre nelle creme consentono di ottenere emulsioni con effetto emolliente e umettante.
➡ Effetti negativi: possono contenere impurità residue del processo di etossilazione necessario a produrli, sia ossido che diossido di etilene che risulterebbero essere cancerogeni. Infatti, il numero che generalmente li segue sulla formula dell’INCI, rappresenta, come dice Lola sul suo forum: “…Le moli di ossido di etilene attaccate al composto di base… ad esempio un PEG 40 Hydrogenated castor oil avrà 40 moli di ossido di etilene per ogni mole di olio di castoro idrogenato. Dato che possono contenere residui come l’ossido di etilene, “meglio” un PEG con un numero basso che alto”. I PEG  possono essere lievemente irritanti, ma sono sicuramente da evitare per l’aiuto che danno ad altri tipi di sostanze ad insinuarsi più facilmente nella nostra pelle. Secondo uno studio dell’International Journal of Toxicology i fattori inquinanti riscontrati in vari PEG includono l’ossido di ethylene, 1,4 dioxane e metalli pesanti come ferro, piombo, cobalto, nickel, cadmio e arsenico.
➡ Come riconoscerli nell’INCI: il loro nome è PEG seguito dal numero delle moli di ossido di etilene, per esempio PEG-40 ecc.

? FORMALDEIDE E SUOI CESSORI

➡ Cos’è: commercialmente, la formaldeide viene utilizzata in soluzione acquosa, in questo caso è anche chiamata formalina e si presenta incolore e possiede un odore distintivo.
Quando la formaldeide è in soluzione acquosa, quindi per usi commerciali, reagisce molto facilmente con l’ossigeno presente nell’aria, che la ossida ad acido formico. L’acido formico è un liquido incolore, dall’odore penetrante e corrosivo. A contatto con la pelle provoca ustioni, distruggendo i tessuti cutanei.
Nell’uso cosmetico, la formaldeide è un potente antibatterico, sterilizza qualsiasi forma di microrganismo.
Si parla di formaldeide quando viene utilizzata in concentrazioni elevate, ad esempio 50 – 100 mg per litro.
Si parla invece di “cessori di formaldeide” cioè delle sostanze che hanno nomi e struttura chimica diversissimi dalla formaldeide ma che sono in grado, decomponendosi, di liberarne delle piccole quantità, quando si usano a percentuali più basse, per esempio 8 – 10 milligrammi, sempre per litro.
➡ Perché viene inserita nei cosmetici: L’introduzione pura di formaldeide nella formula dei cosmetici è vietata per legge dalla comunità europea da circa trent’anni, sia nelle materie prime che nei prodotti finiti. La normativa in vigore permette, piuttosto, l’utilizzo di succedanei della formaldeide: due molecole, precisamente la imidazolidinil-urea e la diazolidinil-urea, sono permesse come conservanti antimicrobici nei cosmetici ma agiscono da “cessori di formaldeide”. Le attuali normative impongo il limite massimo di formaldeide all’interno del prodotto, ovvero  pari allo 0,2%. Nei cosmetici la formaldeide è utilizzata sia nello smalto per unghie che nei prodotti per capelli. Nei prodotti per le unghie è aggiunta allo smalto per facilitare l’adesione alle unghie, come indurente, per migliorare la luminosità, la rigidità e l’applicazione. Nei prodotti per parrucchieri la formaldeide è utilizzata nello shampoo, ma soprattutto nei prodotti per la stiratura dei capelli.
➡ Effetti negativi: L’IARC (International Agency for Research on Cancer), l’autorità internazionale di ricerca sul cancro più autorevole, ha inserito la formaldeide tra le sostanze cancerogene per l’uomo fin dal 2004.
Che la formaldeide sia una sostanza cancerogena è stato accertato sui roditori, ai quali provoca cancro al naso ed alla gola. La formaldeide è in grado di interferire con i legami tra proteine e DNA. Ecco i risultati di uno degli ultimi studi condotto dall’IARC:

  • There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of formaldehyde.
  • There is sufficient evidence in experimental animals for the carcinogenicity of formaldehyde.
  • Formaldehyde is carcinogenic to humans (Group 1).

Le sostanze appartenenti al gruppo 1 sono quelle note per gli effetti cancerogeni sull’uomo. Cioè, esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra l’esposizione dell’uomo ad una sostanza e lo sviluppo di tumori.
Da studi epidemiologici condotti su lavoratori addetti alla sintesi della formaldeide, l’IARC denuncia un aumento dei carcinomi della cavità nasale e dei seni paranasali e un forte incremento delle leucemie.
Dal momento che la formaldeide viene rilasciata nell’ossigeno, il pericolo principale nell’applicazione cosmetica è l’inalazione di prodotti che la “liberano” come gli smalti, soprattutto quelli indurenti.
➡ Come riconoscerla nell’INCI:
-Formaldehyde or formalin; formic aldehyde; oxymethylene
-Bronopol or 2-bromo-2-nitropropane-1,3-diol
-Diazolidinyl urea or N,N’-bis(hydroxymethyl) urea; 1-(1,3-bis(hydroxymethyl)-2,5-dioxoimidazolidin-4-yl)-1,3 bis(hydroxymethyl)urea
-DMDM Hydantoin or 1,3-cimethylol-5,5-dimethylhydantoin; 1,3-Bis(hydroxymethyl)-5,5-dimethylimidazolidine-2,4-dione
-Imidazolidinyl urea or imidurea; or N,N”-methylenebis(N’-(3-(hydroxymethyl)-2,5-dioxo-4-imidazolidinyl)urea
-Tris nitro or trimethylolnitromethane; 2-nitro-2-(hydroxymethyl)-1,3-propanediol; tris(hydroxymethyl)nitromethane.
-Sodium hydroxymethyl glycinate
– Benzylhemiformal
-2-Bromo-2-nitropropane-1,3-diol
– 5-Bromo-5-nitro-1,3-dioxane
– Quaternium-15
– DMDM Hydantoin
– Methenamine

? COCAMIDE DEA/MEA/TEA

➡ Cosa sono: fanno parte della famiglia delle amine e amino-derivati.
La sigla DEA sta per Diethanolamine, TEA per Triethanolamine, MEA per Monoethanolamine, Sono acidi grassi ricavati dall’olio di cocco.
➡ Perché si inseriscono nei cosmetici: servono a rendere più viscosi, cremosi i prodotti cosmetici,che altrimenti sarebbero troppo liquidi, o a produrre più schiuma. Le Cocamide DEA/MEA/TEA sono presenti soprattutto nei detergenti, come shampoo e bagnoschiuma che contribuiscono a rendere più ricchi di schiuma. Dovrebbero anche servire a ripristinare i grassi sulla pelle che sono stati tolti dal lavaggio. Inoltre, servono anche da regolatrici del ph.
➡ Effetti negativi: l’accusa più pesante mossa a questo gruppo di ingredienti è quella di poter formare nitrosammine a contatto con la pelle. Le nitrosammine , che si formano dalla combinazione di nitriti e ammine, sono sostanze riconosciute come cancerogene. Nei prodotti cosmetici questo accade in particolare quando le ammine si trovano accanto ad alcuni ingredienti, chiamati nitrosanti.
Altre ombre si addensano però sulle ammine: sono accusate di essere disidratanti e di favorire la formazione di acne e forfora.
➡ Come riconoscerle nell’INCI: cocamide DEA, cocamide MEA, cocamide TEA.

Vi invito anche a leggere l’articolo riguardante i Petrolati e Parabeni, i Siliconi

Alcune app per leggere gli inci dei prodotti, a mio avviso quella più completa è l’app “E’ Verde”:

?”E’ Verde App.”
Android
Iphone
Pc
?”Biotiful App.”
Android
Iphone
PC

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